Il primo museo della cristianità a Gerusalemme

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Il primo museo della cristianità a Gerusalemme


Il primo museo della cristianità a Gerusalemme

Una iniziativa senza precedenti che fa memoria della tradizione e della storia ed è stata fortemente voluta dalla Custodia di Terra Santa

Andrea Avveduto
Gerusalemme

Gerusalemme cantiere aperto. Nella Città Santa sono iniziati già da tempo i lavori per il “Terra Sancta Museum”, un’esposizione permanente per riscoprire la storia della Terra di Dio. Si tratta di un’opera inedita, la prima di tutta la cristianità. Pronta nel 2015, è stata fortemente voluta dalla Custodia di Terra Santa.
“Abbiamo bisogno di conoscere meglio la nostra storia, per averne un maggiore senso di appartenenza e un’identità più definita”. Padre Pizzaballa ha identificato in queste parole l’intuizione originale del Museo.
“Le relazioni di oggi sono segnate dalla storia – ha detto il Custode in riferimento ai secoli macchiati dal sangue delle battaglie – i nostri rapporti spesso sono ferite, perché tutta la nostra storia è ferita”. Ma e’ necessario guardare avanti, per capire il destino di una terra dove ebrei, musulmani e cristiani sono chiamati a vivere insieme. “Abbiamo bisogno di rileggere in maniera serena e redenta – uso un linguaggio cristiano – la nostra storia, ma per farlo dobbiamo conoscerla”.
Ecco perché verranno catalogati e presentati al pubblico migliaia di reperti. C’è il rischio di perdersi nella stanze a contare le quasi 80.000 monete, le 2000 lucerne, i 12000 oggetti di diverso tipo, regali che i re cristiani di tutto il mondo fecero nei secoli scorsi ai frati francescani in segno di gratitudine. Otto secoli di storia che ripercorrono la secolare presenza francescana in Terra Santa – a partire dal viaggio di Francesco d’Assisi che arrivò qui nel 1219.
“Tutte queste cose potranno essere presentate al pubblico non per esaltare la loro presiosita’ materiale – racconta padre Eugenio Alliata, archeologo francescano a cui verra’ affidata la direzione del museo - ma piuttosto come testimonianza e ricordo della attività di supporto di tutto il mondo per i luoghi santi”.
Tra due anni si prevede un unico complesso espositivo di più di 2500 m2, con differenti obiettivi informativi e distribuito in due sedi esistenti, situate vicino alle principali mete di pellegrinaggio e turistiche di Gerusalemme (La Via Dolorosa, il Muro del Pianto, la Spianata delle Moschee). Ai pellegrini e visitatori provenienti da tutto il mondo sarà proposto un percorso culturale flessibile, suddiviso in tre distinti momenti (il museo archeologico, quello multimediale e infine storico). Pensato inizialmente per essere collocato dentro la Città Vecchia, il museo - sotto la responsabilita’ di Gabriele Allevi - verra’ esteso in futuro anche ad altre sedi.
Il progetto è coordinato dall’Associazione “Pro Terra Sancta”, la Ong della Custodia incaricata di cercare fondi e benefattori per portare avanti l’iniziativa. “E avere così le spalle –  dice ancora il Custode - per costruire e investire nel futuro, diventando consapevoli di averne la capacità: l’abbiamo fatto e possiamo continuare a farlo”. Da 800 anni i frati francescani per mandato della Chiesa Universal custodiscono le pietre della memoria e le pietre vive della Terra di Dio. Con quella coscienza “che in questa terra la nostra presenza e i nostri cristiani hanno bisogno non soltanto di lavoro e di pane, ma soprattutto di un senso”. E’ la sfida nascosta tra i preziosi reperti del Terra Sancta Museum di Gerusalemme, il punto geografico dell’unione fra Dio e gli uomini, fra l’eternità e la storia.



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