Testimonianza dal secondo viaggio primaverile

News

Testimonianza dal secondo viaggio primaverile

Anche quest’anno sono partito con il grande desiderio di camminare sulle orme del Signore e, contemporaneamente, di operare con semplicità e obbedienza secondo i bisogni che, via via, vengono individuati, dentro la compagnia dei “Gelmini” che, da tempo, mi conduce. La vita e la conclusione del turno sono state, come sempre, entusiasmanti e commoventi: per la grande e continua ricchezza di esperienze ed incontri imprevisti, per la gioiosità spontanea con cui tutti (vecchi e nuovi) riuscivamo a fare i lavori, pur se talvolta pesanti e faticosi; per la facilità con cui, ovunque fossimo (Nazareth, Gerusalemme, Betlemme), potevamo abbracciare luoghi e testimonianze dove il Mistero si è fatto vedere.
Anche questa volta, poi, la guida autorevole di padre Stephane ha fatto sentire la bellezza della partecipazione a riti e celebrazioni importanti dell’anno liturgico che qui sono nati e da qui traggono vita e significato, rinnovando, nelle nostre case sparse nel mondo, il gusto della memoria e la gioia di pregare Gesù risorto e presente.
I volti sorridenti delle Suore Clarisse che abbiamo incontrato, solo apparentemente lontane dal mondo, ci stanno aiutando a ridare freschezza alle nostre giornate “agitate” attraverso l’esempio di una vita che alterna le occupazioni della giornata ad una preghiera ritmata e scandita dalle ore del giorno.
Lascio poi una piccolissima “chicca”, che mi ha commosso in uno degli ultimi giorni a Gerusalemme in occasione di un ritorno dal lavoro al Romitorio del Getzemani. Giunti alla 4° Stazione della Via Crucis abbiamo incontrato Suor Cecilia che pratica, insieme alle consorelle, l’Adorazione perpetua nella Chiesa Armeno-Cattolica di Santa Maria dello Spasimo. Ci aveva meravigliato, per il titolo della Chiesa, che il quadro centrale dietro all’Altare rappresentasse una Maternità e non il momento della Crocifissione, della morte, o della Deposizione di Gesù: Suor Cecilia ci ha allora condotti vicini al quadro e ci ha fatto notare due elementi: accanto ai doni di Gesù neonato in braccio alla Sua Mamma c’è una corona di spine e sul volto di Maria, visto da vicino, si può notare una lacrima: bella intuizione dell’autore del quadro: è conservata tutta la tenerezza della maternità di Maria e la sofferenza (fino allo Spasimo) per il Destino a cui Gesù sarebbe andato incontro in un tempo non lontano…

Per tutta la ricchezza dell’esperienza non posso che ringraziare Zizzo e, uno per uno, tutti gli amici che hanno condiviso con me questo bellissimo periodo, più quelli che l’hanno preparata e quelli che a Gerusalemme ci fanno sentire a casa.
Assicuro che durante l’ultima notte, trascorsa alla vigilia della partenza dentro al Santo Sepolcro, ho ringraziato Gesù e pregato per tutti noi e loro, perché la Sua grazia continui ad essere profusa su tutti, anche coloro che, pur da me non conosciuti, sono stati ricordati durante i nostri incontri per i gravi problemi che li hanno colpiti.
Un abbraccio affettuoso a tutti,
Emilio



Altre news


Pagina:  28  29  30