A Sebastia è rimasta una sola famiglia cristiana

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A Sebastia è rimasta una sola famiglia cristiana

Sebastia, città fondata da Erode il Grande, ai margini delle rovine dell’antica Samaria, ricca di reperti archeologici di epoca romana e bizantina e dove si trova anche la tomba di San Giovanni Battista, da lungo tempo affascina tutti per le meraviglie riemerse dal passato, all’ interno di un itinerario che i pellegrini di solito non riescono mai a percorrere.

DURGHAM FARES
Direttore dei siti archeologici del Nord
L'importanza di Sebastia è data dal fatto che fu abitata sin dalla prima metà del bronzo, 3200 AC circa. La presenza di insediamenti umani a Sebastia è attestata soprattutto nel secondo periodo dell'età del ferro.
Fu il centro e la capitale della zona Nord.
La comunità locale continuò ad sopravvivere anche durante il periodo degli Assiri, dei Babilonesi, poi dei Greci, dei Romani e infine dei musulmani. Durante il periodo romano, Sebastia fu considerata centro coloniale, poiché poteva coniare la propria moneta.
La sua importanza religiosa è dovuta alla presenza della tomba di S. Giovanni Battista , che la tradizione vuole sia stato ucciso qui.

La presenza cristiana a Sebastia offre più domande che risposte. Questa è infatti ridotta a una sola famiglia , che si ritrova a vivere in mezzo ad oltre 3000 musulmani, composta da padre, madre e dai loro tre figli , e cha a causa delle difficile situazione , vivono separati da resto dei loro familiari.

SAMI DABABDNEH
Segretario di scuola media
Sono nato a Sebastia, anche mio padre è nato qui. Avevamo una casa , è quella lì. Ora siamo rimasti soli. Non ho né parenti né vicini. La mia relazione personale con gli abitanti del villaggio è comunque ottima.
Per quanto riguarda la protezione della Chiesa, ci sono stati parecchi tentativi di scardinare la porta oppure di mettere dei pezzi di metallo nella serratura cosicché io non la riesca più ad aprire.
Rimango comunque a custodire la chiesa e il cortile di fronte ad essa.

Questa presenza cosi esile è sulla via dell’ estinzione, poiché le difficoltà della vita costringeranno forse Sami e la sua famiglia ad abbandonare il loro villaggio e tutte quelle ragioni che finora li avevano incoraggiati a rimanere.


SUHA DAOUD
Insegnante di scuola elementare
C'è grande differenza tra la vita che avevo a Zababdeh e la vita che ho qui a Sebastia. Certo siamo l'unica famiglia cristiana che abita qui. Pensiamo di trasferirci a Zababdeh non per me ma per i miei bambini; voglio che vengano educati al cristianesimo e che vivano con altri cristiani. Qui non abbiamo relazioni sociali. Si sentono diversi.



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