La roccia del Sepolcro di Gesù La roccia del Sepolcro di Gesù

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La roccia del Sepolcro di Gesù

La roccia del Sepolcro di Gesù

Dopo 206 anni gli studiosi e le autorità religiose hanno potuto vedere nuovamente la roccia dove è stato sepolto Gesù.
Mercoledì 26 ottobre, l’edicola, la piccola cappella che racchiude il Santo Sepolcro, è stata chiusa per dei lavori storici. Per la prima volta dal 1810 la lastra di marmo che copre il luogo sotto il quale si trovano i resti della roccia del sepolcro di Gesù, è stata spostata. L’unico precedente accadde nel 1555.

L´avvenimento si è svolto a porte chiuse in presenza del Patriarca ortodosso Theophilos III, accompagnato da una piccola delegazione di religiosi e scienziati, della delegazione della Custodia di Terra Santa composta dal Vicario Custodiale P. Dobromir Jasztal, Padre Eugenio Alliata, archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum, P. Narciso Klimas, P. Enrique Bernejo, P. David Grenier e dell´architetto Osama Hamdam della Commissione scientifica. Era presente una delegazione di armeni, guidata dal Vescovo Sevan, oltre ai Copti del Santo Sepolcro.

P. EUGENIO ALLIATA, ofm
Studium Biblicum Franciscanum
“Le conclusioni generali saranno tratte da chi di dovere, cioè dai responsabili del lavori, e presentate al termine dei lavori. Tuttavia alcune cose sono state già comunicate oppure è stato possibile osservarle, perché sono stati chiamati testimoni, soprattutto per la ormai celebre apertura della lastra superiore di marmo che copre il Santo Sepolcro”.

P. EUGENIO ALLIATA, ofm
Studium Biblicum Franciscanum
“Le novità principali riguardano la scoperta della presenza di una lastra inferiore a quella che tutti conoscono che porta incisa una croce che è la tipica croce del Patriarcato di Gerusalemme latino. Inoltre al di sotto di questa seconda lastra c’è la roccia vera e propria, immediatamente al di sotto! Quindi vuol dire che la roccia originaria del sepolcro, il banco su cui secondo la tradizione Cristo è stato deposto arriva esattamente al di sotto delle due lastre che lo coprono, quindi è alto circa 35 cm sopra il pavimento moderno, non sappiamo quanto esattamente sul pavimento antico”

Come fa notare, commosso, padre Narciso Klimas, professore di Storia della Chiesa e della Custodia di Terra Santa, la lastra di marmo trovata sotto quella temporaneamente rimossa è spaccata a metà e risale presumibilmente al tempo dei Crociati. La posizione del banco e dei resti della roccia in cui fu scavata la tomba, trovati nel muro che circonda l’Edicola, sembrerebbero indicare che si tratta di una tomba ad Arcosolio, il tipo diffuso delle tombe di questo periodo, e non a kokhim, come sostenevano alcuni finora. La conferma arriverà dagli studi degli specialisti archeologi.

A causa dello stato di degrado nel quale versava l’edicola, nel giugno scorso, grazie all’accordo tra i capi delle tre comunità proprietarie della Basilica, Greci Ortodossi, Francescani e Armeni, sono iniziati i lavori.

P. EUGENIO ALLIATA, ofm
Studium Biblicum Franciscanum
“Non tutto è possibile verificare direttamente. Il vangelo dà una serie di testimonianze molto preziose sulla pietra rotolata e anche sulla piccolezza dell’apertura attraverso la quale si può guardare soltanto chinandosi. La presenza della roccia intorno è ricomparsa. Perciò l’essenziale di quel che dice il vangelo, un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era deposto e il Signore viene posto per primo sembra essere confermato dalle indagini più recenti.

Durante tutto il periodo si è fatto in modo di mantenere libero il più possibile l’accesso dei pellegrini alla Basilica e allo stesso Sepolcro.

Si prevede che i lavori si concluderanno definitivamente per la prossima Pasqua, quando le comunità presente a Gerusalemme e in tutto il mondo proclameranno “Non è qui...è risorto!”.




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