RIFLESSIONI VIAGGIO TERRASANTA 16-30 NOVEBRE 2016

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RIFLESSIONI VIAGGIO TERRASANTA 16-30 NOVEBRE 2016

Claudio
Nelle scorse settimane ho fatto parte del gruppo di 12 volontari che hanno prestato la loro opera in Terrasanta a sostegno delle attività della custodia francescana. Sono partito da casa un po’ dubbioso perché io insieme a mia moglie eravamo gli unici brianzoli in mezzo ad un gruppo compatto di riminesi e non conoscendovi pensavo che potessero esserci problemi di convivenza, affiatamento e condivisione di una esperienza comune. Invece fin dal primo incontro in aeroporto a Roma, prima ancora di partire per Tel Aviv solo guardando le vostre facce e da come vi siete presentati, ho capito che dovevo fidarmi di voi perché come ricordato da Gabriele “….noi andiamo in Terrasanta non solo per vedere le pietre di quella terra dove ha camminato Gesù ma soprattutto per incontrare le pietre vive, le esperienze vive delle persone che laggiù abbiamo conosciuto e che rincontreremo….” .Io in queste due settimane ho cercato di tenere presente questo e così mi sono sentito più libero di accogliere tutto quello che mi veniva proposto: dal lavoro alla convivenza con le persone del gruppo, dalla Messa quotidiana agli incontri con le persone e le realtà del luogo. Così, per la certezza di questa familiarità vissuta nel nome di Cristo, mi sono sentito come a “casa mia” cioè il luogo dove ti senti realizzato, compreso e amato. Ho impresso nel cuore poi l’incontro con Padre Arturo ad Haifa presso la scuola che lui dirige: vedere la passione con la quale ci descriveva e mostrava non i muri ma i rapporti con le direttrici, i ragazzi, i progetti che voleva portare avanti mi hanno fatto capire cosa vuol dire essere testimone dell’amore di Gesù e della appartenenza a questo amore. Io, nella mia preghiera chiedo ultimamente a Gesù di aiutarmi ad essere attento a cercare il Suo volto dentro tutte le persone e le circostanze della mia vita ed in questi giorni ho potuto sperimentare in voi, miei nuovi amici e nelle persone che ho incontrato, da Padre Jerome a Padre Arturo alle suore di Nazareth e Gerusalemme, a Padre Patton nuovo custode di Terrasanta che ha voluto condividere con noi durante una cena un momento di giudizio della nostra esperienza di volontari, il volto di Gesù che si fa presente ogni giorno dentro la quotidianità.

ROSY
Per me questi 15 giorni passati insieme sono stati esperienza di servizio nel nome di Gesù: dal fare quello che mi veniva chiesto che a volte cambiava in corsa al cucinare o tenere in ordine il luogo che ci ospitava perché la bellezza passa anche da questo. Il tutto ritmato dalla S.Messa e dai momenti di preghiera e di memoria attraverso la lettura dei brani del Vangelo e di Don Giussani che Gabriele ci proponeva.
L’implicarsi con le persone ha fatto sì che pian piano aprissi il mio cuore fino a condividere il dolore e la ferita per la morte di mio figlio Alberto che volevo tenere per me. Abbiamo pregato insieme per questo e mi sono sentita un pochino più aperta ad accogliere il disegno di Dio che non è il mio. E’ un lavoro che continua!
L’essere presente fisicamente sui luoghi Santi mi ha permesso di recuperare anche l’appartenenza al movimento partecipando ai gesti come la ripresa di scd con i ragazzi che là vivono e successivamente alla scuola di comunità di Carron trasmessa in differita alla quale io non avevo neppure pensato e che davo già per persa: sarà per la prossima volta! E invece no: lo Spirito soffia continuamente.
Lunedì a catechismo i miei ragazzi, ai quali ho raccontato la mia esperienza, mi hanno chiesto che cosa era cambiato in me al mio rientro : al momento mi sono sentita spiazzata di fronte a una domanda così diretta ma immediatamente ho ripensato alla visita fatta a Cafarnao e al “Si” di Pietro e ho riposto che sono tornata a casa più decisa nel seguire Gesù attraverso la strada che vorrà indicarmi.



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