Dalla Siria a Gerusalemme, un negozio di tessuti in città vecchia

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Dalla Siria a Gerusalemme, un negozio di tessuti in città vecchia

Bilal Abu Khalaf è un commerciante di tessuti che arrivano dalla Siria per vestire religiosi cristiani, ebrei e musulmani e laici.
Bilal Abu Khalaf non è un attore che si prepara a recitare una scena di un vecchio film, ma un mercante di Gerusalemme che ha l’abitudine di indossare uno degli abiti che vende nel suo negozio di tessuti pregiati nella Città Vecchia di Gerusalemme.

BILAL ABU KHALAF
Commerciante di tessuti
“Dopo che mio padre è morto, ho scelto di gestire da solo il negozio. Ho comprato questo stabile in Muristan Road e ho deciso di dedicarlo ai tessuti e al patrimonio delle tre religioni monoteiste. Ho importato dalla Siria le stoffe tipiche dei vestiti tradizionali, maschili e femminili, e anche quelle usate per gli abiti dei religiosi cristiani, musulmani ed ebrei. Ho scelto le tre religioni monoteiste affinché i suoi rappresentanti potessero incontrarsi in negozio. Diverse volte si sono incontrati per caso e così si sono conosciuti.”

Questo negozio racconta molte storie. Non solo quelle di tessuti che vengono da lontano, da alcune città della Siria, come Palmira, che ormai sono state distrutte… Custodisce anche dei resti archeologici cristiani tra le sue fondamenta.

BILAL ABU KHALAF
Commerciante di tessuti
“Quando ho acquistato il negozio e l'ho ristrutturato, ho scoperto i resti dell’abside di una chiesa crociata, denominata Santa Maria. Gli archeologi mi hanno detto che avrei potuto coprirla, avendola già registrata e catalogata nelle mappe. Ma io ho deciso di piastrellare il pavimento con il vetro a mie spese, in modo che ogni turista sapesse cosa c'era un tempo in questo luogo.”

Il passato rivive nel negozio di Abu Khalaf, grazie alla sua dedizione nel tramandare una tradizione e una sapienza di padre in figlio. La sua attenzione al dettaglio lo ha portato a realizzare vestiti per imam, sacerdoti, monaci e vescovi fino a Papa Benedetto XVI.

BILAL ABU KHALAF
Commerciante di tessuti
“Sono stato molto felice di esser diventato famoso all’estero attraverso il Papa. Sono anche fiero che l’unico dono da Gerusalemme che un cardinale in visita qui ha comprato per il Papa sia stato un abito del mio negozio.”

“Ho un figlio di 8 anni, e cerco di incoraggiarlo a imparare il mestiere. Vorrei che questa tradizione proseguisse anche attraverso i suoi figli e nipoti, per poter così tramandare questo tesoro di generazione in generazione.”



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