Presentazione dell'Associazione a don Carron

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Presentazione dell'Associazione a don Carron

Venerdì 17/11/17, al termine dell'assemblea con don Ambrogio, alcuni di noi hanno avuto la possibilità di un incontro con don Carron che si trovava a Rimini per gli esercizi del CLU. E’ stata una possibilità che ci è stata donata all’ultimo momento e che, chiaramente, non ha potuto permettere la presenza di tutti. Sono andati Gabriele (Presidente), Ivano (Vice-presidente), Giancarlo che ha permesso l’incontro (membro del direttivo) oltre a Paolo Ferraresi di Modena e Carlo Boffi della Brianza.
Abbiamo avuto 20 minuti per potere spiegare a Carron come era nata la nostra Associazione, che cosa stiamo facendo e chi è il nostro riferimento e che cosa ci muove. Gli abbiamo comunicato come l’unità tra di noi è stata riconosciuta reale da tante persone che ci hanno incontrato e abbiamo parlato degli amici e dei rapporti intessuti là. In particolare del rapporto con la Confraternita che opera in Terrasanta come noi e dell’amicizia che è nata con tanti di loro per lo stesso amore a quella terra ed alle persone di laggiù.
Carron ha ascoltato con molto interesse facendo anche delle domande per capire sempre meglio. Alla fine ci ha lasciato come un messaggio che teniamo a riportare integralmente:
“Certo, questa unità e questa vita tra voi, che colpiscono, non sono cose che si capiscono perché le spiegate, si vedono! Questa è la questione.
Imparate voi, se no vi perdete il meglio. Perché la domanda che sorge a loro è come un aiuto a voi a stupirvi di Chi la fa nascere. Se questo non lo usiamo, ritorniamo a quello che dicevamo alla giornata d’inizio: possiamo fare tante cose, ma la letizia non arriva perché manca la sorgente della letizia. Per questo vi chiedo di dire a tutti da parte mia questo, proprio per la passione per la vostra Associazione. Se noi siamo consapevoli di questo, il nostro contributo al mondo e alla Chiesa è questo perché voi siete una testimonianza palese che rende visibile quello che tanti dicono a parole, ma non è visibile come testimonianza. Per poterla rendere visibile occorre che noi riconosciamo quello che è all’origine di questa diversità. Prima di tutto per noi, perché non è tanto quello che facciamo, ma Colui che è all’origine di questa sterminata carità. Chi te lo fa fare? Ieri ero a Chioggia e non smetto di stupirmi di questo, dove c’era gente che ha fatto una cooperativa con persone con handicap. Ogni volta che vado in giro, come qui oggi con voi, mi chiedo questa sconfinata, sterminata carità da dove nasce?”



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