Uno degli alimenti fondamentali nella cultura araba ed ebraica è il pane. Una tradizione che unisce elementi storici e spiritualità

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Uno degli alimenti fondamentali nella cultura araba ed ebraica è il pane. Una tradizione che unisce elementi storici e spiritualità

Che si tratti della colazione, del pranzo o della cena, il pane è sempre presente. Il pane è uno degli alimenti fondamentali sia della cultura araba sia di quella ebraica. Questo forno è il più grande di tutta Betlemme. Produce più di 120 kg di pane al giorno e ogni infornata richiede due sacchi di farina di frumento, ognuno del peso di 60 kg.

RAED BABISH
Proprietario del forno
“Questo forno è stato creato nel 1998, 20 anni fa. Abbiamo iniziato questa professione usando strumenti semplici, che appartengono alla mia famiglia, e siamo stati capaci di usare e sviluppare le macchine. La produzione è alta proprio grazie all’uso delle macchine”.

Esistono una specifica linea di produzione e una ricetta propria di questo pane arabo per far sì che arrivi caldo nelle case delle famiglie.

Nella tradizione ebraica il pane è intimamente legato alla storia di Israele, alle feste e al ciclo naturale delle produzioni agricole. Durante la Pentecoste si celebrava il raccolto del grano e dell’orzo, offerti a Dio come primizie, cinquanta giorni dopo la Pasqua. Il pane, dunque, è sempre stato legato all’esperienza del ringraziamento nei pasti e nelle attività quotidiane.

Fr. ALESSANDRO CONIGLIO, ofm
Professore di Esegesi dell’Antico Testamento - SBF
“’Benedetto sia il Signore Dio dell’Universo. Attraverso la tua bontà riceviamo questo pane, frutto della terra e del nostro lavoro’, è l’esatta traduzione, in termini cattolici, di questa benedizione che il capo della famiglia ebraica pronuncia prima di mangiare, all’inizio del pasto quotidiano. Il pane conserva il suo valore di elemento fondamentale della vita di tutti i giorni, della vita quotidiana. E di un significato relativo alla benedizione che Dio dà all’uomo attraverso questo elemento. L’uomo vive della continua benedizione che riceve da Dio”.

Nella tradizione giudaica il pane simboleggiava anche la diretta dipendenza da Dio; questo si spiega pensando alla dipendenza dell’antica societa’ agricola alle condizioni metereologiche che potevano compromettere il raccolto per l’ottenimento del frumento per il pane, Grazia proveniente Dio. Anche dai Vangeli si evince un particolare rapporto di Gesu’ con il pane presente nella scena della moltiplicazione come segno di fiducia in Dio e, poi, nell’Ultima Cena, con l’istituzione dell’Eucarestia.

Fr. ALESSANDRO CONIGLIO, ofm
Professore di Esegesi dell’Antico Testamento - SBF
“Il pane adesso è la Sua presenza reale in mezzo a noi. E Lui non sta in mezzo a noi per mezzo di un elemento particolarmente pregiato della tavola quotidiana di un ebreo del suo tempo, ma lo fa partendo da un elemento molto semplice, povero e naturale. E questo perché? Perché da un lato Lui si fa presente per tutti e non solo per i ricchi e privilegiati”.

Anche la città della nascita di Gesù, Betlemme, in ebraico la “Casa del Pane”, riflette la Sua missione: il Verbo incarnato che diventa alimento. Gesù si è servito di un elemento che faceva parte del quotidiano del suo popolo, quasi insipido e incolore, per segnalare la sua presenza semplice, ma assolutamente concreta e reale nell’Eucarestia. Nell’Ultima Cena, Cristo ha celebrato la Pasqua ebraica, la liberazione del popolo dall’Egitto, ma, soprattutto, ha istituito la nuova Pasqua, la nuova liberazione. Non più dall’antica schiavitù, ma dal peccato e dalla morte.



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