Ramadan e Iftar, un momento di incontro.

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Ramadan e Iftar, un momento di incontro.

Un colpo di granata risuona a Gerusalemme….Non è, questa volta, un segnale di guerra…ma della festa di Ramadan. A sparare, due volte al giorno, da questo cimitero islamico affacciato sulla città vecchia è Rajaie Sandoka per indicare l’inizio e la fine del digiuno. RAJAIE SANDOKA "Ha cominciato mio nonno più di 100 anni fa, e da allora è un membro della nostra famiglia a fare questo servizio nel mese del Ramadan. Io vengo qui da 30 anni, all’alba e al tramonto, e se non posso c’è mio figlio.” Sono più di 200.000 i musulmani che nei venerdì di Ramadan gremiscono la spianata delle Moschee…uno dei luoghi religiosi più contesi. Al tramonto il colpo di granata segue l’ultima preghiera del muezzin… ciascuna famiglia si siede finalmente a tavola per l’iftar, la cena che interrompe il digiuno... Oltre a Pregare, astenersi dal mangiare, dal bere e dai vizi, i musulmani durante il Ramadan sono invitati anche alla carità… Così è normale che l’iftar diventi occasione di condivisione… non solo coi più poveri. A Betania, per condividere l’ Iftar con la comunità musulmana è arrivato anche il Custode di Terra Santa. Fr. FRANCESCO PATTON, ofm Custode di Terra Santa "Betania è la casa dell’amicizia perché qui viveva la famiglia di Lazzaro, di Marta e di Maria che accoglievano Gesù con grande amicizia, e quindi per noi questo luogo ha un grande valore anche come luogo di accoglienza. Per questo è importante questa iniziativa dell’Iftar, dove cristiani e musulmani insieme condividiamo il pasto, condividiamo una forma di amicizia e di fraternità. Come ci ricorda spesso Papa Francesco, è molto importante costruire ponti tra le culture." La serata è stata organizzata dall’Associazione Pro Terra Sancta e dal Mosaic Center, che proprio a Betania curano un progetto di restauro del complesso che ruota attorno alla tomba di Lazzaro e alla chiesa adiacente, contribuendo cosí anche al coinvolgimento della comunità e allo sviluppo dell’economia locale.
OSAMA HAMDAN Rappresentante Ats e Mosaic Center "La mia impressione è che abbiano
partecipato quasi tutti quelli che abbiamo invitato, nessuno ha rifiutato di venire. La paura dell’altro è quella che crea problemi. Quando tu conosci le persone superi tanti problemi, perché sai che siamo tutti uguali, siamo tutti umani, e vogliamo vivere in pace: ognuno ha la sua religione ma ognuno prega per lo stesso Dio. Questi incontri vogliono rompere il ghiaccio, per conoscerci e sapere come noi pensiamo e come gli altri pensano. Il diverso devi conoscerlo." In una cittadina prevalentemente abitata da musulmani, a questo speciale incontro hanno partecipato diverse realtà e associazioni locali.
DR. MUSA KHATIB Vicesindaco di Betania "Siamo molto contenti di sedere insieme allo stesso tavolo, speriamo di poter replicare questa serata ogni anno per rafforzare le relazioni tra musulmani e cristiani. Il messaggio per tutto il mondo, è che siamo una sola famiglia, e questa è una testimonianza di coesistenza, gli uni con gli altri."




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