San Francesco e il Sultano, in Italia conferenza e mostra sull’incontro

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San Francesco e il Sultano, in Italia conferenza e mostra sull’incontro

Dell’incontro avvenuto 800 anni fa tra San Francesco d’Assisi e il Sultano si è parlato anche in Italia, con una conferenza e una mostra organizzate all’interno della quarantesima edizione del “Meeting per l’amicizia fra i popoli” di Rimini: politica, economia, fede, cultura, sono parte integrante di questo importante evento che ogni estate per una settimana raccoglie a Rimini migliaia di persone attraverso dibattiti con ospiti di rilievo internazionale, mostre, spettacoli e appunto, moltissime occasioni di incontro. Si è ritornati così nel 1219 a Damietta, in Egitto, durante la quinta Crociata, quando Francesco si recò al campo dell’esercito musulmano per parlare con il Sultano Al-Malik Al-Kamil. I dettagli non sono moltissimi: le fonti dicono che questo incontro c’è stato, che il Sultano rimase colpito dal coraggio di Francesco giunto da lui a rischio della vita, e che alla fine ordinò, cosa rara in quel contesto, che fosse riportato incolume al campo cristiano, per giunta con alcuni doni. Non si sa con precisione cosa si siano detti i due protagonisti, ma certamente hanno parlato di fede.
MARIA PIA ALBERZONI Professore ordinario di Storia Medievale, Università Cattolica di Milano "Cosa ha reso possibile questo incontro, altrimenti insolito? Certamente il fatto che si trattasse di due identità precise, però con un elemento comune. Ma questa identità non ha costituito un ostacolo al dialogo, anzi: è il presupposto. Perché senza una diversità il dialogo non può verificarsi. Non solo: è interessante vedere come la fede di questi due uomini ha consentito un incontro, e un incontro pacifico. E in questo si capisce come guardare qualcosa di eterno come è Dio, aiuta ad incontrare l’altro, non a dividerci dagli altri." L’eredità di quell’incontro è ancora oggi ben viva e visibile: la presenza ininterrotta dei frati minori si è radicata nella Terra di Gesù, dove ancora oggi custodiscono i Luoghi Santi e sono protagonisti di numerose attività a servizio di tutti, a prescindere dalla religione di appartenenza. Ma, soprattutto, quell’avvenimento così semplice ha dimostrato che l’incontro è possibile.
Fr. FRANCESCO PATTON, ofm Custode di Terra Santa "Parlare di questo incontro è importante anche al di fuori della Terra Santa, è importante in Italia come in ogni paese occidentale proprio perché sia in Italia sia nei paesi occidentali quella che sta crescendo è una cultura dello scontro piuttosto che dell’incontro." E’ stato allora un incontro ritenuto impossibile, oggi diventa il paradigma di un incontro necessario. Allora era in atto uno scontro di civiltà che si chiamava crociata, oggi molti teorizzano lo scontro di civiltà e di nuovo si ripropone l’idea che l’uomo sia un lupo per l’altro uomo, mentre Francesco d’Assisi mostra e dimostra che l’uomo è un fratello per l’altro uomo.



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