Mi’ilya: il villaggio degli archeologi

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Mi’ilya: il villaggio degli archeologi

Hanno scoperto la più grande azienda vinicola dell’epoca crociata e già annunciano nuovi scavi. Non solo nel castello di Re Baldovino III, ma anche nelle cantine del villaggio dove preziosi mosaici bizantini sono ancora tutti da svelare. A rendere unica l’ultima avventura archeologica nel sottosuolo di Mi’ilya è il fatto che la campagna di scavi è stata interamente finanziata dai suoi abitanti. Siamo in Galilea, vicino al confine con il Libano, in uno degli ultimi villaggi rimasto interamente cristiano.
Rabbei Khamisky, archeologo di Mi’ilya, è uno dei 3000 abitanti. RABBEI KHAMISY Istituto Archeologico Zinman - Università di Haifa “Nel gennaio del 2017 sono cadute alcune pietre da questo punto del muro del castello, non era la prima volta, accadeva ogni inverno da almeno 30 anni. Dalla finestra di casa vedo il castello , ho chiamato mia moglie e le ho detto: dimenticati di me per me tre o quattro mesi, perché se il castello crollerà, lasceremo il villaggio, non meriterei più di vivere qui.” L’idea vincente è quella di non imbarcarsi nell’utopico e costosissimo progetto – già più volte naufragato - di restaurare interamente il Castello costruito probabilmente dal figlio della regina crociata Melisenda, nel 1150, ma di iniziare mettendo semplicemente in sicurezza il muro pericolante.
RABBEI KHAMISY Istituto Archeologico Zinman - Università di Haifa "Ciascuno deve metterci il costo di due pacchetti di sigarette, non uno shekel in più.” In pochi mesi l’archeologo convince da un lato i suoi concittadini a raccogliere gli 87000 euro necessari al restauro e dall’altro l’autorità israeliana delle antichità ad autorizzare gli scavi. La passione archeologica si propaga nel villaggio e un sabato pomeriggio. Salma Assaf, scavando nel suo seminterrato ha scoperto un muro di epoca crociata e raccolto alcune ceramiche. E’ il primo pezzo dell’antica e preziosa vineria che sarebbe presto venuta alla luce.
SALMA ASSAF Proprietaria “Il Castello del Re” “Ho trovato un tesoro!” Caratteri e dimensioni la rendono unica nel panorama finora noto del tempo crociato e, per questo, l’antica vineria è visibile ai clienti del nuovo ristorante che Salma ha aperto grazie all’aiuto di uno chef originario di Miilya, che ha lavorato per 35 anni in Italia.
ELIAN LAYOUSSE Chef "Sapori della cucina italiana e anche materie prime che arrivano dall’ Italia." Ancora tutto da realizzare è il progetto di Elia Arraf, professore in pensione, che sotto il pavimento di casa nasconde un altro tesoro. Un mosaico ricco e colorato di epoca bizantina.
ELIA ARRAF Professore “Quello più bello è dentro la casa…lo hanno scoperto i miei genitori nel 1955 quando volevano costruire la casa. Nello scavare per gettare le fondamenta hanno scoperto i mosaici. Timorosi delle autorità lo hanno coperto. Ho deciso di riscoprirlo perché non è mio, non lo sento mio , ma è patrimonio del villaggio, è per tutti."



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