Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

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Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

Canzoni in diverse lingue. Una moltitudine di persone con caratteristiche proprie dei rispettivi paesi di origine. Tutti riuniti per celebrare la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Nella memoria il ricordo della loro Terra e delle persone che vi sono rimaste.
TAI KAKOU AUGUSTIN Migrante - Costa d’Avorio “Mi chiamo Tai Kakou Augustin, vengo dalla Costa d’Avorio. Sono qui in Israele da quasi 22 anni e faccio parte di una comunità francofona che riunisce tutti gli africani di lingua francese”.
Migrante - Eritrea “Mi chiamo Gebre Amlak. Sono andato via dall’Eritrea nel 2009 e vivo qui da allora. Ho prestato servizio nell’esercito. C’è stato un problema nel mio paese che mi impediva di essere a capo della mia famiglia, per questo me ne sono andato. Sono felice di vivere in un paese democratico, ma il problema è che ho lasciato la mia famiglia in Eritrea e qui mi sento solo. Ma sono felice di essere in un paese democratico”.
S.E. Mons. PIERBATTISTA PIZZABALLA, ofm Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme “La Chiesa non conosce differenze di lingua, cultura e religione dei vari popoli, ma incarnata sempre in una terra. Stiamo assistendo in questi ultimi anni storicamente migrazioni di popoli interi. Anche qui in Terra Santa, in Israele, abbiamo migranti che vengono un po da tutto il mondo, che parlano tutte le lingue: siamo ritornati un po’ alla Pentecoste”.
Nella sua omelia, S.E. Mons. Pierbattista Pizzaballa ha commentato il passaggio del Vangelo dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. S.E. Mons. PIERBATTISTA PIZZABALLA, ofm Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme “Abbiamo letto la nostra realtà , soprattutto , quella dei migranti qui in Israele, in questa prospettiva: il ricco Epulone che non è stato capace di vedere il povero che era alla sua porta. E questo e’ un richiamo a noi a non diventare come il ricco Epulone, ma di essere capace di vedere già qui in questa terra il povero che e’ a fianco alla nostra porta, che bussa alla nostra porta e che non possiamo far finta di non vedere”. “Non si tratta solo di essere migranti”, questo è stato il tema del messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato. P. RAFIC NAHRA Coordinatore Pastorale dei Migranti “Il Papa dice che non si tratta solo di migranti": si tratta delle nostre paure. Intendo dire, quando c’è il migrante, non ho bisogno di chiedermi se lui abbia diritto di stare qui o no, devo chiedermi piuttosto perché io ho tanta paura. Non si tratta solo di migranti. La questione riguarda anche l’ospitalità: sono capace di accogliere qualcuno in casa? Siamo aperti all’altro? e molte altre domande d
el genere. Credo che sia una domanda che ci aiuta davvero a guardare il vero problema”. Padre Rafic parla anche del lavoro svolto con i migranti P. RAFIC NAHRA Coordinatore Pastorale dei Migranti “Da un anno abbiamo una parrocchia personale della Sacra Famiglia. La chiamiamo così. Non è una parrocchia territoriale, non è legata a una zona o a un’altra. E’ per Israele nella sua interezza. Ci aiuta a organizzare per lo meno tutti i nostri registri: è molto importante registrare il battesimo, la cresima, i matrimoni e così via. Nello stesso momento in cui è stata istituita la parrocchia, il Patriarcato Latino ha creato un Vicariato. L’istituzione del Vicariato per i migranti è un modo per dire che anche loro fanno parte della nostra chiesa locale”.



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